Regionalismi sui prodotti di cancelleria

Regionalismi sui prodotti di cancelleria

Nel post di oggi vogliamo dedicarci alla curiosa particolarità per cui alcuni prodotti di cancelleria assumono nomi diversi, nel linguaggio comune, a seconda della regione italiana in cui ci si trova.

Partiamo analizzando la questione lesiccale della matita, la più emblematica.
Se per quanto riguarda molti prodotti i termini sono diversi, ma bene o male, si somigliano un po’ tutti in Toscana la differenza tra matita e lapis è netta: la matita è quella colorata, il lapis è solo ed esclusivamente la matita di grafite. Ma da dove deriva il nome lapis?
Dal latino; il termine lapis haematitas, letteralmente pietra di ematite, indica la pietra che veniva usata in passato, prima della grafite, per disegnare.

Un’altro prodotto di cancelleria che prende diversi nomi in base alle aree geografiche è il cancellino per la lavagna che può essere la cimosa o il rotolo di cimosa in Toscana, ma anche il cassino o il vivagno.

A Trieste, invece, il temperamatite, chiamato anche temperino, diventa il fapunta.

E la gomma in Salento? Non basta, diventa la cassagomma.

Per finire, tutti i prodotti di cancelleria li conservi nell’astuccio, nel pennaiolo o nel borsellino?

Partecipa al nostro post aggiungendo nei commenti qui sotto tutti i regionalismi che si usano nella tua città!

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